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lunedì 09 dicembre 2019

PENSIERI DELLA DOMENICA — il Blog di Libero Venturi

Libero Venturi

Libero Venturi è un pensionato del pubblico impiego, con trascorsi istituzionali, che non ha trovato niente di meglio che mettersi a scrivere anche lui, infoltendo la fitta schiera degli scrittori -o sedicenti tali- a scapito di quella, sparuta, dei lettori. Toscano, valderopiteco e pontederese, cerca in qualche modo, anche se inutilmente, di ingannare il cazzo di tempo che sembra non passare mai, ma alla fine manca, nonché la vita, gli altri e, in fondo, anche se stesso.

Senso

di Libero Venturi - domenica 27 ottobre 2019 ore 11:40

E torniamo alla politica. Ma prima una domanda dopo tanto tempo: c’è un senso nella politica italiana oggi? Voglio dire, un significato o quantomeno una direzione? Dopo un governo giallo verde si è passati ad uno giallo rosso: due chiassosi accostamenti di colore. Da Cinque Stelle e Lega che non andavano d’accordo a Cinque Stelle e PD che non vanno d’accordo. In entrambi casi lo scopo, ma anche il problema, era ed è governare. Il primo ministro è rimasto il solito: un avvocato, come si usa dire, prestato alla politica. Il “Conte uno”, giallo verde, era un governo con deriva a destra, il “Conte due”, giallo rosso, ha arginato, se non invertito, la deriva destrorsa del governo, ma probabilmente non quella del paese. Forse perché in entrambi i casi quello che manca è proprio il senso della politica, il contenuto e la strategia.

La sinistra e il centro sinistra continuano a dividersi. La destra e il centro destra provano a riunirsi. Mentre i populisti ripetono che non è più questione di destra o sinistra, di politica e di democrazia rappresentativa; si tratta invece di interpretare la volontà popolare diretta, preferibilmente utilizzando i mezzi informatici. Che poi esista il digital divide e i mezzi informatici siano piattaforme private, proprietarie ed esclusive, sembra non preoccuparli. E i sovranisti danno una lucidata ai vecchi e mai superati nazionalismi, striati di venature xenofobe e pure neofasciste. Questo è il quadro.

Renzi, che con abile mossa ha aperto la strada al governo PD - Cinque Stelle ora, staccatosi dal PD e creato Italia Viva, attacca la coalizione governativa. In questo modo riesce con disinvoltura ad ottenere diverse cose insieme: assumere una funzione interlocutoria e d’interdizione, logorare il governo, i Cinque Stelle e soprattutto il PD. Un classico. Anche se, per il momento, Italia Viva non sembra guadagnarne granché a livello di consenso. Comunque la lamentazione teorica del “fuoco amico” ha spostato il tiro da Renzi a Conte, passando per Zingaretti. Che se questo è il senso della politica, meglio lasciar perdere.

Intanto salgono e scendono le oscillanti altalene dei sondaggi. L’umore degli elettori varia infatti di continuo: per l’annuncio della manovra economico finanziaria, dopo l’affollata manifestazione della destra di piazza San Giovanni, in seguito all’effetto Leopolda e chissà per cos’altro ancora. Le intenzioni di voto cioè sono volatili come le quotazioni in borsa o, in certi periodi, come il prezzo del greggio al barile. Bei tempi quando era ideologico e stabile. Il voto, non il petrolio. Tutto sommato esprimeva più la realtà il voto di allora di quanto non lo faccia oggi questo volubile, emozionale, volatile e reiterato responso elettorale. Anche se rappresentava una realtà che stava scomparendo.

Nella reunion romana le destre, Salvini, la Meloni e il redivivo Berlusconi, si sono presentate all’unisono come moderate e liberali. E magari lo fossero davvero! In fondo in fondo questo paese avrebbe bisogno di una destra moderata e liberale, antifascista ed europeista. Le destre italiane al contrario sono populiste, demagogiche, rivendicazioniste, destabilizzanti, spendaccione, nazionaliste e perfino, in parte, xenofobe e postfasciste. Loro dovrebbero mettere ordine, regolare e far quadrare i conti, opporsi alla demagogia. Da un bel po’ di tempo a questa parte, far quadrare conti e ristabilire ordine in Italia sembra invece spettare alle sinistre. E cercare di comporre tutto ciò con solidarietà, uguaglianza e progresso sociale. “Mission impossible”. Per fare degli esempi fuori tempo, la destra dovrebbe essere De Gaulle, la signora Thatcher. La sinistra, Mitterand, Tony Blair o anche un po’ meglio. La destra, Cavour, Giolitti e la sinistra, Mazzini, Garibaldi. Invece questo viene stravolto nel nostro paese. Ha senso tutto ciò?

Da tempo la discussione politica si è spostata sulla legge elettorale. Come se ciò potesse supplire ed essere risolutivo. Nelle democrazie mature e articolate il sistema proporzionale è il migliore per rappresentare, ma, non per governare. Mentre il maggioritario è, all’opposto, migliore per governare e meno per rappresentare. Lasciamo perdere il sistema statunitense, dove grazie ai grandi elettori, è stato possibile che Hillary Clinton ottenesse più voti di Donald Trump, ma quest’ultimo fosse eletto Presidente. In Europa i sistemi elettorali di riferimento sono tre: il proporzionale dei tedeschi con significativa quota di sbarramento, il maggioritario secco degli inglesi e il maggioritario a doppio turno dei francesi. Tutti sistemi e paesi a buon diritto democratici. Si dice che in Italia siamo passati dalla prima alla seconda Repubblica, qualcuno pensa addirittura alla terza. Non che non ci siano stati cambiamenti profondi nella società, nell’etica, nel contesto istituzionale, ma, di fatto, siamo ancora alla prima Repubblica con qualche ibrido ritocco costituzionale o qualche pasticciata legge elettorale con l’unica eccezione positiva del sistema elettorale per i Comuni. E abbiamo ancora un ridondante, costoso e “perfetto” bicameralismo. Che ora oltretutto, con la riduzione dei senatori, diventerà pure imperfetto. Bisognerebbe decidere davvero il da farsi perché, in questo stallo, la politica del nostro paese registra una crisi delle classi dirigenti e perde credibilità e autorevolezza ai nostri occhi e a quelli dell’Europa e del mondo.

Che poi alla fine è solo questo il senso della politica? Per cui possa valere la pena di praticarla o frequentarla, ciò che sembra piaccia a pochi o nessuno? E perché oggi piace a pochi o nessuno? C’è chi dice perché è solo ingannevole, sporca, il luogo dell’ingratitudine e del sopruso. Una cosa da abili, cinici o scaltri più che da intelligenti, sensibili o capaci. Può darsi. Penso soprattutto che se ne sia perso il valore ed il senso. Che non saprei dire di preciso ed in breve cosa sia, in cosa consista. Credo che abbia a che fare con il bisogno e la speranza di ognuno e di tutti, della comunità. Che sia la partecipazione e la solidarietà, la giustizia ed il riscatto. La libertà e l’uguaglianza. La pace. E il cristiano amore per il tuo prossimo. Che è il tuo prossimo anche se non sei cristiano e non necessariamente se è vicino a te, ma se è uguale e libero come te. Ammesso che tu lo sia. Intendo dire, se può essere uguale e libero come te. Anche se è diverso da te, soprattutto se è diverso da te. Anche se non è libero come te, soprattutto se non lo è. Perché se non è così non c’è prossimo, ci sono oppressi ed oppressori, sfruttati e sfruttatori. La politica sta nella natura e nel divenire dell’uomo, animale sociale. E nella natura di cui l’uomo fa parte, fra gli altri animali. Se ne può fare a meno? Può darsi. Ma pure la politica può fare a meno di noi. Perfino la natura. Ed è peggio. Buona domenica e buona fortuna.

Pontedera, 27 Ottobre 2019

Libero Venturi

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