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Attualità martedì 24 marzo 2020 ore 18:19

La Gruccia diventa ospedale No Covid

L'ospedale di Santa Maria alla Gruccia

I casi sospetti verranno dirottati al San Donato di Arezzo. È questa la riorganizzazione dell’attività dei presidi decisi dalla Asl Toscana sud est



VALDARNO — L’ospedale del Valdarno non si accoglierà pazienti affetti da Coronavirus. Lo ha deciso il direttore della Asl Toscana sud est, Antonio D’Urso nell’ambito della riorganizzazione delle strutture per far fronte all’emergenza Covid-19.

I valdarnesi che potrebbero aver contratto il virus, dopo gli opportuni accertamenti al Pronto soccorso della Gruccia, saranno dirottati all’ospedale San Donato di Arezzo; alla Gruccia saranno accolti pazienti affetti da altre patologie.

La decisione è stata presa anche dopo la visita che D’Urso ha effettuato ieri al monoblocco della Gruccia, “per incontrare i dipendenti, avere un confronto con loro e ringraziarli per quanto stanno facendo” come si legge in una nota della Asl. “Inoltre, si è confrontato anche con il presidente della Conferenza dei Sindaci Sergio Chienni sulle varie questioni sanitarie relative alla vallata”.

“Nella riorganizzazione generale dei presidi della Sud Est, a cui stiamo lavorando per rispondere all’emergenza Coronavirus, quello di Montevarchi è il punto di riferimento per il ricovero dei pazienti No Covid – spiega il direttore - In particolare quelli affetti da patologie cardiovascolari e neuro vascolari, ad esempio. Laddove un paziente sospetto Covid venisse preso in carico dal Pronto Soccorso, sarà opportunamente valutato. In caso di sospetto confermato, verrà trasferito all’ospedale di Arezzo”.

Per quanto riguarda poi la dotazione di mascherine e dispositivi di sicurezza per i sanitari del monoblocco, questione che ha sollevato nei giorni scorsi non poche polemiche, la Asl fa sapere che “l’ospedale della Gruccia, come tutti gli altri della Sud Est, viene rifornito quasi ogni giorno con dispositivi di protezione personale di varia natura, ciascuno destinato ad un diverso uso, a seconda della tipologia di lavoro che viene effettuato. Le mascherine chirurgiche consegnate negli ultimi giorni sono di tre tipi: quelle classiche cioè chirurgiche (usate in sala operatoria), quelle in tessuto non tessuto fornite dalla Regione e, infine, quelle della Protezione civile. I dispositivi sono tutti forniti da canali ufficiali e individuati come idonei a garantire la sicurezza dell’operatore e del paziente. Nei giorni scorsi dalla direzione della Sud Est è partita una nuova informativa ai dipendenti su come e quando si utilizzano i vari dispositivi e con le indicazioni per una corretta vestizione, svestizione e per lo smaltimento dei dispositivi stessi”.



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