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Attualità martedì 01 dicembre 2020 ore 17:00

“Medicina territoriale, ecco come trovare i soldi”

Giuseppe Mazzara, responsabile valdarnese di "Azione"

Giuseppe Mazzara, responsabile valdarnese di “Azione”, indica la strada da seguire per migliorare i servizi delle strutture sanitarie periferiche



FIGLINE E INCISA — Come migliorare i servizi delle strutture sanitarie periferiche, la medicina del territorio e il tracciamento dei contatti dei positivi al Covid-19? Una risposta a queste domande arriva da Giuseppe Mazzara, responsabile valdarnese di “Azione”.

Seguendo la linea indicata dal partito di Calenda, anche il responsabile locale sostiene che le eventuali risorse provenienti dal Mes “potrebbero essere utilizzate in prevalenza per la medicina territoriale e per migliorare tutti i servizi a disposizione dei cittadini”.

“La Toscana – spiega Mazzara - avrebbe subito a disposizione circa 2,3 miliardi (dei 37 totali) e potrebbe profondamente revisionare le strutture sanitarie delle “aeree interne” e periferiche, potenziando le Case della Salute, che sono il luogo ‘vicino’ ai cittadini, dove si possono trovare i servizi socio-sanitari di base offerti dal Sistema sanitario regionale, importantissime per evitare il sovraffollamento sulle strutture ospedaliere delle città principali. Si potrebbe subito razionalizzare inoltre, il servizio erogato dai medici di medicina generale e incrementare e migliorare anche le attività di tracciamento dei contatti dei positivi Covid-19”.

A supporto di questa proposta, il responsabile valdarnese di Azione, mostra cifre e tabelle: “Il tasso d’interesse per il Mes sanitario – spiega Mazzara - sarebbe dello 0,08% nel caso di una scadenza a dieci anni: praticamente interessi zero. Con i rendimenti attuali dei titoli di Stato, farebbe risparmiare all’Italia circa 4,8 miliardi rispetto a un prestito che l’Italia dovesse cercare sul mercato collocando titoli di Stato. Quei 4,8 miliardi sarebbero dunque un margine che questo governo, o più probabilmente governi futuri, potrebbero investire nella scuola, nella spesa sociale, in grandi opere o nella riduzione dell’enorme debito pubblico. Al contempo i soldi che attualmente devono comunque essere usati sulla sanità (per buona parte sempre in deficit), potrebbero essere usati per ristorare le attività più colpite dalla pandemia e per il rilancio economico post pandemia”.



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