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Attualità lunedì 22 febbraio 2021 ore 07:00

Restyling per il centro “Don Torelli”

Il centro interculturale di San Pancrazio
Il centro interculturale di San Pancrazio
Foto di: LigaDue - Opera propria, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=86170391

La struttura interculturale che ospita il “Museo della memoria” di San Pancrazio è stata oggetto di un intervento di valorizzazione



BUCINE — Interventi di manutenzione ma anche di valorizzazione. Il Centro Interculturale “Don Giuseppe Torelli” e il “Museo della Memoria” di San Pancrazio sono stati al centro di un’opera di modernizzazione per i quali sono stati impegnati 70.000 euro.

Il Comune di Bucine ha realizzato un’opera di restyling – a distanza di una ventina d’anni dagli ultimi lavori – sulla struttura, vero luogo della memoria per tutta la comunità valdarnese. Il 29 giugno 1944 negli scantinati dell’edificio - che si trova nel cuore della frazione - furono uccisi dalle truppe naziste tutti gli uomini di San Pancrazio: tra loro vi era anche il parroco del paese, don Torelli a cui il centro è intitolato.

Negli anni ’70, dopo un lungo periodo di abbandono – come ricordano dal municipio - il rudere della Fattoria Pierangeli, dato alle fiamme dopo l’eccidio, fu acquistato dal Comune di Bucine che ne ha concluso nel 2000 la ristrutturazione creando appunto il Centro Interculturale.

Recentemente si è reso necessario un nuovo intervento che ha riguardato sia gli esterni che l’interno dell’edificio. Sono stati ristrutturati gli infissi, sistemati nuovi arredi e, inoltre, sono stati acquistati importanti apparecchiature per migliorare le attività che si svolgono nel centro culturale. Ora sono infatti a disposizione nuovi computer e stampanti per le postazioni informatiche, apparecchiature per rete wi-fi, un sistema di telecamere per il controllo dell’immobile; sono stati poi acquistati notebook, proiettore e relativo schermo, uno smart TV e un pianoforte. Ed è stato anche implementato il sito internet.

Per l’intervento sono stati spesi circa 70.000 di questi 65000 sono un contributo della Regione Toscana mentre 28000 derivano dal Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale.

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