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Attualità martedì 26 gennaio 2021 ore 18:11

La battaglia su San Zeno decisiva per Podere Rota

Silvia Chiassai presidente della Provincia di Arezzo
Silvia Chiassai presidente della Provincia di Arezzo

Rifiuti, Sei Toscana presenta ricorso al Tar contro l’ampliamento dell’inceneritore con conseguenze sulla discarica di Terranuova. Chiassai protesta



VALDARNO — Sei Toscana, gestore del servizio rifiuti, ha presentato ricorso al Tar contro l’ampliamento dell’inceneritore di San Zeno, un intervento considerato fondamentale sia dall’Ato (ambito territoriale ottimale) Toscana Sud che dalla Regione Toscana perché porterebbe l’intero territorio aretino all’autosufficienza nello smaltimento dell’immondizia.

Se la richiesta dell’azienda venisse accolta dal Tribunale amministrativo regionale e quindi l’impianto di San Zeno non venisse potenziato “si giustificherebbe - dice il presidente della Provincia di Arezzo Silvia Chiassai - l’ennesimo ampliamento di Podere Rota” di Terranuova, per il quale era invece previsto proprio quest’anno la chiusura o, al massimo, un proseguimento dell’attività fino al completamento dei lavori alla struttura aretina.

Per questo Chiassai ha scritto oggi a tutti i sindaci della provincia per chiedere di “prendere una posizione forte sull’impugnazione di Sei Toscana sul riposizionamento dell’impianto di San Zeno che non tiene conto della volontà espressa della Regione e dai sindaci sullo smaltimento dei rifiuti nei nostri territori”.

“Ho ritenuto doveroso che la Provincia, a tutela dell’interesse delle comunità e dei suoi territori, intervenga al fianco dei Comuni contro il ricorso promosso da Sei Toscana avverso l’Ato Toscana sud, contrastando il tentativo di condizionare il potere decisionale delle amministrazioni comunali a vantaggio di logiche di business e di profitto dei gestori dei servizi, lontane dalla difesa dell’interesse pubblico”.

Chiassai ricorda come “Il progetto approvato dall’assemblea dell’Ato preveda l’efficientamento del termovalorizzatore di San Zeno per il recupero energetico dei rifiuti, l’ampliamento della linea di compostaggio per la crescente domanda di smaltimento della raccolta differenziata, la realizzazione di un biodigestore anaerobico per l’estrazione di biometano dalla frazione organica della raccolta differenziata. Una prospettiva, questa, che garantisce un’alternativa alla cronica dipendenza dalla discarica valdarnese, con tempistiche certe e atti concreti, permettendo l’autosufficienza di tutta la provincia di Arezzo e permettendo il contenimento dei costi e delle tariffe per una gestione ottimale del servizio”.

Un piano che ha visto l’ok della Regione Toscana che, ricorda il presidente della Provincia di Arezzo “ha più volte invitato i Comuni a formulare proposte che rispettassero gli indirizzi indicati dal Piano regionale dei rifiuti, con l’obiettivo dell’autosufficienza impiantistica dei territori, ad oggi mai realizzata per l’area fiorentina che si serve per i 2/3 di Podere Rota, il conferimento residuale dei rifiuti nelle discariche e il raggiungimento del 70% di raccolta differenziata. Obiettivi che trovano pieno riscontro nell’attuazione nel progetto di San Zeno che, una volta entrato a regime, sarà in grado di coprire l’intero fabbisogno di trattamento a recupero energetico della provincia aretina, limitando drasticamente l’utilizzo della discarica a circa 10 mila tonnellate all’anno”.

Ora però con il ricorso di Sei Toscana la situazione potrebbe cambiare. “Sei Toscana ha ritenuto questi provvedimenti “illegittimi e lesivi” del suo diritto a realizzare un presunto nuovo termovalorizzatore, di cui i Comuni non hanno mai avuto alcun riscontro o progetto in merito”.

Se il gestore del ciclo dei rifiuti vedesse accolto il ricorso si avrebbe un nuovo scenario: “Si favorirebbe inevitabilmente – conclude Chiassai - l’ampliamento della discarica di Podere Rota, dopo 30 anni di sfruttamento intensivo del territorio, contro le direttive di Regione Toscana, Ato Toscana Sud, Provincia, e quindi contro la volontà di noi sindaci e cittadini”.

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