Questo sito contribuisce alla audience di 
QUI quotidiano online.  
Percorso semplificato Aggiornato alle 18:55 METEO:MONTEVARCHI12°  QuiNews.net
Qui News valdarno, Cronaca, Sport, Notizie Locali valdarno
lunedì 22 aprile 2024
Tutti i titoli:
corriere tv
All’Eredità su Rai1 la frase di Marco Liorni sull'oro alla Patria fascista: «Gesto patriottico». È polemica

Attualità mercoledì 21 luglio 2021 ore 14:57

Valentino Shoes lascia Levane?

L'incendio allo stabilimento Valentino Shoes di Levane nell'aprile scorso
L'incendio allo stabilimento Valentino Shoes di Levane nell'aprile scorso

A tre mesi dal rogo che ha distrutto lo stabilimento non c'è un piano industriale, i sindacati temono che l'azienda vada via. E annunciano battaglia



LEVANE — Incontro con la proprietà e con il Prefetto di Arezzo per avere certezze sul futuro della Valentino Shoes: l’azienda resterà a Levane ricostruendo la fabbrica distrutto dal rogo tre mesi fa garantendo il lavoro ai suoi 180 dipendenti o ha intenzione di trasferirsi? Su questo punto vogliono chiarezza i sindacati che annunciano battaglia – anche con un nuovo sciopero - per sapere come stanno davvero le cose.

Quando l’incendio – scoppiato il 2 aprile scorso – non lasciò quasi più niente del calzaturificio Valentino Shoes nell’area industriale di Levane (nel comune di Bucine) si parlò subito di ricostruire lo stabilimento sulle sue ceneri: prima possibile e nello stesso luogo. Ma a tre mesi di distanza non c’è ancora un piano industriale che annunci l’inizio dei lavori o la volontà di intervenire. È quanto sottolineano i sindacati preoccupati che la casa di moda - da anni con una sede produttiva in Valdarno - possa lasciare la vallata per trasferirsi altrove.

“Ormai è chiaro: l’azienda Valentino Shoes Lab dopo tre mesi dall'incendio non ha uno straccio di piano industriale che porta a pensare che ci possano essere soluzioni fuori dal Valdarno Aretino” dichiarano Innocenti e Scherrillo rispettivamente rappresentanti Filctem Cgil e Femca Cisl. Una sensazione che nasce alla luce dell’incontro tenutosi con i vertici dell’azienda, i quali “si sono semplicemente e superficialmente limitati a ribadire lo stato di precarietà, che nessuno nega, e che la Valentino Shoes Lab in Valdarno non è una priorità, ma una ipotesi insieme ad altre”.

“Una situazione pesante e dai toni alti – proseguono le rappresentanze di categoria - che evidenzia la chiara volontà di non dare il giusto riconoscimento a questo territorio nonostante che, all’indomani dell'incendio del 2 aprile, insieme alla sua gente si è mobilitato mettendo in piedi una gara di solidarietà senza eguali per permettere ai 180 dipendenti di ritornate al lavoro prima possibile e di non interrompere la produzione; anche i bambini, nel giorno della prima comunione, con aquiloni e colombe sostarono davanti ai cancelli dell’azienda”.

“Sconcerta - proseguono le organizzazioni - constatare la superficialità con cui trattano l'argomento i dirigenti nazionali dell'azienda, poco o nulla importa, delle maestranze e di un distretto industriale della calzatura da donna riconosciuto per l’altra professionalità così come dell’intero indotto. Azienda, che è arrivata in questo territorio e che ha potuto, da subito, avvalersi di personale già formato, ma che ora rischia di disperderlo e allontanarlo dal Valdarno; come poco sembra importare il sacrificio quotidiano dei dipendenti, un terzo dei quali va ogni giorno a Capraia 'dividendo' lo stabilimenti con gli operai di un altro stabilimento del gruppo; un terzo lavora in uno stabilimento in affitto messo a disposizione in Valdarno da Prada e un terzo è ospite di un altro fabbricato della Valentino”.

“La sensazione è che per l'Azienda la partita sia diretta da persone che non considerano il settore, le sue problematiche e le sue potenzialità; che non conoscono il territorio e tutte le opportunità che può offrire. La nostra domanda, la nostra richiesta è una sola ed è semplice: dateci la garanzia che investirete nel Valdarno Aretino. È sconcertante che un'Azienda come Valentino a oggi non sappia rispondere”.

Non esistono motivi oggettivi per allontanarsi – aggiungono ancora Filctem Cgil e Femca Cisl – “Qui abbiamo i terreni che i vari sindaci mettono a disposizione per costruire il nuovo; qui abbiamo capannoni, purtroppo vuoti, che possono essere riempiti; qui abbiamo le professionalità; qui abbiamo Aziende che possono rispondere immediatamente a esigenze produttive. Non capiamo quindi tutto questo tergiversare.

“È del tutto evidente che questa situazione - concludono Innocenti della Filctem e Scherillo della Femca - non può essere tollerata, da qui la decisione di chiedere, sia un incontro alla proprietà, sia una convocazione da parte del Prefetto. Sullo sfondo il possibile inasprirsi dello scontro sindacale e allo sciopero di un’ora dello scorso 16 luglio potrebbero seguire altre iniziative”.


Se vuoi leggere le notizie principali della Toscana iscriviti alla Newsletter QUInews - ToscanaMedia. Arriva gratis tutti i giorni alle 20:00 direttamente nella tua casella di posta.
Basta cliccare QUI

Tag
Iscriviti alla newsletter QUInews ToscanaMedia ed ogni sera riceverai gratis le notizie principali del giorno
L'articolo di ieri più letto
Ecco le opportunità proposte dai Centri Impiego di Arezzo e provincia, lavori a tempo indeterminato e determinato ed apprendistato
Offerte lavoro Toscana Programmazione Cinema Farmacie di turno

Qui Blog di Blue Lama

QUI Condoglianze



Ultimi articoli Vedi tutti

Attualità

Attualità

Attualità

Attualità