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lunedì 24 settembre 2018

Lavoro giovedì 16 agosto 2018 ore 11:02

Bekaert, Ferragosto amaro con la mente a Genova

Foto Facebook 'I lavoratori Bekaert sono io'

Gli operai in presidio permanente hanno osservato un minuto di raccoglimento per le vittime del disastro del Ponte Morandi, tre quelle toscane



FIGLINE VALDARNO — Il pensiero a Genova, a quell'ammasso di macerie rimasto dopo il crollo due giorni fa del Ponte Morandi che si è portato via 38 vite, come confermato stamattina dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Tre di queste erano toscane. E così la vicenda dei 318 operai dello stabilimento Bekaert di Figline Valdarno a rischio licenziamento si è intrecciata con quella delle vittime della tragedia che ha colpito il capoluogo genovese e l'Italia tutta. Ieri sera, nel corso dell'annunciata cena di Ferragosto, i lavoratori della fabbrica a rischio chiusura hanno osservato un minuto di silenzio in segno di lutto. 

Poi l'annunciata cena di Ferragosto per non interrompere il presidio permanente davanti ai cancelli della ditta che andrà avanti per tutta la pausa estiva dello stabilimento che produce ''steel cord'', il filo d'acciaio per pneumatici, per difendere il sito e impedire eventuali traslochi di macchinari ed attrezzature decisi dalla proprietà.

Daniele Calosi, segretario della Fiom Cgil di Firenze, che lo scorso 10 agosto insieme ad altri rappresentanti sindacali e agli stessi operai ha illustrato la drammatica situazione dei lavoratori al ministro del lavoro Di Maio in visita a Figline, ha spiegato: "E'' un Ferragosto di speranza, c'è stata molta partecipazione al presidio. Ora auspichiamo tutti che il Governo attivi la cassa integrazione straordinaria a salvaguardia dei posti di lavoro e contro la strada dei licenziamenti" per i 318 addetti. 

Circa 270 le persone presenti davanti alla fabbrica. "Il presidio sta andando molto bene - ha poi detto il segretario della Fim Cisl Alessandro Beccastrini - Aspettiamo il 20 agosto, che vediamo ormai vicino, quando la fabbrica riaprirà e tornerà in produzione, venendo presidiata dall'interno dai lavoratori in attesa degli sviluppi della vertenza". 



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