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mercoledì 20 novembre 2019

Attualità mercoledì 06 novembre 2019 ore 16:47

Il torrente Ponterosso diventa un caso nazionale

Onda di piena sul Ponterosso prima della demolizione del ponte

Ritardi nei lavori di riduzione del rischio idraulico sul torrente di Figline legati all’applicazione di una norma sul coefficiente di sicurezza



FIGLINE INCISA — Si chiama “franco” ma non è il nome di un idraulico. In realtà il franco idraulico è un coefficiente di sicurezza che viene applicato in relazione alle incertezze progettuali legate a interventi sui corsi d’acqua o per la realizzazione di ponti. In pratica il franco di sicurezza è lo spazio che c’è tra il cosiddetto “pelo dell’acqua” e il livello oltre il quale la piena di un fiume diventa pericolosa.

Proprio l’esatta interpretazione della norma sull’applicazione del franco idraulico (ovvero: vale solo per le nuove opere, o anche per quelle già esistenti?) hanno fatto diventare un caso nazionale i lavori per il secondo stralcio degli interventi sul torrente Ponterosso. Infatti molti Comuni italiani, che si trovano nelle medesime condizioni di Figline Incisa, ora stanno cercando di capire come andrà a finire la questione che riguarda il torrente che scende all’Arno dalla frazione di Stecco.

Questa complicata situazione è stata raccontata dalla sindaca Giulia Mugnai, rispondendo ad una specifica interrogazione di Cristina Simoni.

La capogruppo delle liste civiche voleva sapere dalla Giunta comunale il motivo dei ritardi che si stanno accumulando, rispetto ai lavori previsti e già finanziati per la riduzione del rischio idraulico sul Ponterosso, in particolare nel tratto che va dal cantiere comunale fino al ponte Stecco.

“Per avere una esatta interpretazione della norma abbiamo chiesto il parere al Consiglio superiore dei lavori pubblici e al Ministero – ha detto la sindaca di Figline Incisa – perché, qualora dovesse essere applicato un franco idraulico di 1,50 mt anche sui ponti esistenti, saremmo costretti a chiedere alla Regione Toscana di riprendere in mano il progetto e di stanziare risorse aggiuntive rispetto alle attuali. I soldi che ora abbiamo previsto non bastano, poiché per adeguare tutto ad un franco idraulico di un metro e mezzo, dovremmo intervenire anche sulla viabilità già esistente lungo il Ponterosso”.



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