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Attualità venerdì 24 gennaio 2020 ore 10:45

Sopravvissuto alla strage per raccontare la verità

Corbo con il libro sulla strage a cui è sopravvissuto
Foto di: Paolo Ricci

Angelo Corbo era uno degli agenti di scorta di Giovanni Falcone. È scampato alla morte nell’attentato di Capaci. E ora vive per una verità indicibile



CASTELFRANCO DI SOPRA — Come in certe commedie, dove il copione si ripete puntuale, anche la strage di Capaci è infarcita dai cosiddetti “misteri”, che tali vengono definiti, come un eufemismo, quando la verità è indicibile e ancor più non può essere messa in chiaro per ragioni superiori.

Come è successo infinite volte nella storia travagliata dell’Italia (dalle bombe al caso Moro, fino alla famosa agenda di Borsellino) anche nella strage di Capaci compaiono e scompaiono personaggi “misteriosi”, come per magia spariscono oggetti che possono diventare fonte di prova. Che siano foto, borse o agende poco importa. Appare impressionante la capacità di manipolare il quadro, la scena, da parte dei “misteriosi personaggi” della commedia italiana.

Ad arricchire questo racconto dell’assurdo che caratterizza la storia del secondo dopoguerra italiano, da Portella della Ginestra in poi, arriva il libro scritto da Angelo Corbo, l’unico agente della scorta di Giovanni Falcone sopravvissuto alla strage di Capaci. Il libro è stato presentato al Circolo Arci, Andrea Perini di Castelfranco di Sopra.

Come è stato detto a Castelfranco di Sopra, dove l’autore ha presentato il suo libro, Corbo è tecnicamente “un sopravvissuto” ma in realtà “vive” per stimolare la coscienza di chi non si arrende alla mafia e ai suoi intrecci.

Il titolo del libro presentato a Castelfranco di Sopra è già di per sé un programma: “La strage di Capaci, paradossi, omissioni ed altre dimenticanze”. Dove il termine “dimenticanze” appare come un pietoso eufemismo per non dire ciò che non si può dire.

Angelo Corbo è poliziotto, ovvero un tecnico in materia di sicurezza, e quindi nel suo libro analizza in primo luogo “le stranezze” che accompagnano le decisioni sulla composizione e sul tipo di scorta da assegnare a Falcone.

Ma ciò che impressiona nel libro illustrato a Castelfranco di Sopra è il racconto, la comparsa sulla scena dell’attentato di Capaci, dei soliti “misteriosi personaggi” che arrivano prima di qualsiasi forza dell’ordine ufficiale, che si presentano come poliziotti o presunti tali. E in modo piuttosto brusco si fanno consegnare il rullino fotografico in cui, uno dei primissimi soccorritori, ha immortalato il luogo della strage, forse fotografando inconsapevolmente persone o cose imbarazzanti, che non dovevano trovarsi lì.

I soliti “misteriosi personaggi” hanno fretta di farsi consegnare il negativo delle foto, ma poi si “dimenticano” di consegnare il rullino agli investigatori. Così anche quelle immagini della strage spariranno per sempre in quell’immenso armadio della vergogna che raccoglie i passaggi più oscuri della storia nazionale. La morale che trasuda dal libro di Corbo è sconfortante. Dimenticanze? Ma quali dimenticanze? Anche questa volta i “misteriosi personaggi” non si sono dimenticati di fare il loro lavoro.



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