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Attualità mercoledì 27 ottobre 2021 ore 16:39

Tariffe non dovute, il circolo batte Publiacqua

Alcuni cittadini di Castelfranco del Forum toscano dei movimenti per l'acqua
Alcuni cittadini di Castelfranco del Forum toscano dei movimenti per l'acqua (foto tratta dalla pagina Fb di Rossella Michelotti)

All’Arci era stato chiesto di pagare il canone per la depurazione pur non usufruendo del servizio; l’associazione presenta ricorso e vince



CASTELFRANCO DI SOPRA — Il Circolo Arci di Castelfranco vince il ricorso contro Publiacqua e la sentenza del Giudice di pace di Arezzo che ha ritenuto giuste le ragioni dell’associazione del borgo assume un importante significato per molti cittadini.

Al circolonon servito da un impianto di depurazione – era stato chiesto da Publiacqua di pagare comunque il relativo canone nonostante ci fosse una sentenza del 2008 della Cassazione che aveva dichiarato illegittima l’imposta. Il gestore del servizio idrico aveva invece richiesto il pagamento della tariffa sostenendo che era stato predisposto l’intervento per adeguare il depuratore, che il servizio sarebbe stato attivato e che quindi la quota andava comunque pagata. Ma i tempi di attivazione - questo il punto su cui si è basato il ricorso - non sono stati rispettati.

L’Arci di Castelfranco ha così deciso di presentare ricorso e il giudice di pace di Arezzo gli ha dato ragione.

Come ha reso noto sulla sua pagina facebook Rossella Michelotti del Forum toscano movimenti per l’acqua “Il Giudice di Pace di Arezzo, con sentenza n. 386 / 2021, ha accolto il ricorso presentato da un utente del servizio idrico, riconoscendo non dovuti gli importi richiesti da Publiacqua s.p.a. a titolo di quota di tariffa per la depurazione, in base alla legge n.13 del 2009, con il conseguente diritto dell’utente al rimborso degli importi indebitamente corrisposti, relativi ai periodi precedenti. La causa ha preso il via dal ricorso proposto dal Forum Toscano dei Movimenti per l’Acqua e presentato dal Circolo Arci “Andrea Perini”, di Castelfranco di Sopra, rappresentato dal presidente pro tempore Giovanni Spaghetti, assistito dall’avvocato Sandro Ponziani, del Foro di Città di Castello, al quale, pur non essendo servito da nessun impianto di depurazione, era stata addebitata la quota di tariffa relativa alla depurazione (non dovuta in base alla sentenza della Corte Costituzionale n. 335/2008, che ha dichiarato la illegittimità di tale balzello, in mancanza del relativo servizio)”.

“Tale quota – spiega ancora l’esponente del movimento - era stata richiesta da Publiacqua agli utenti, non serviti da depurazione, anche retroattivamente, asserendo che pur non essendo presente il servizio di depurazione, erano comunque stati avviati i progetti per i lavori relativi all’adeguamento del depuratore, e che pertanto la relativa quota doveva ritenersi dovuta. Nei confronti delle pretese di Publiacqua, il ricorrente ha sostenuto invece che il richiamo alla legge n.13/2009 era infondato, in quanto non erano stati rispettati i tempi programmati per i lavori, ed in quanto Publiacqua era venuta meno ai doveri di informazione nei confronti degli utenti”.

“Il Giudice di Pace di Arezzo, in persona della dottoressa Sabrina Braccini, ha però accolto quanto sostenuto dall’avvocato Ponziani, con particolare riguardo al mancato rispetto della tempistica prevista per la progressione dei lavori, e alla mancata, anzi distorta, informazione fornita all'utente, al quale fino alla fine del 2015 era stato comunicato che non era in essere “alcuna attività di progettazione, realizzazione o completamento di impianti di depurazione”, salvo poi richiedere la relativa tariffa retroattivamente per i cinque anni precedenti”.

“Conseguentemente, il Giudice ha affermato che “non ricorrono i presupposti di legge per la sussistenza del credito e, pertanto, va dichiarata l’insussistenza dell’obbligo dell’attore (Arci.), al pagamento in favore della Convenuta (Publiacqua s.p.a.), di tutte le somme liquidate a titolo di tariffa o onere di depurazione di cui alle fatture. Il Giudice ha dichiarato inesistente l’obbligo dell’Arci al pagamento in favore di Publiacqua delle somme richieste “a titolo di tariffa ex Legge n.13/2009, depurazione e quota consumo depurazione”, e ha condannato Publiacqua alla restituzione della somma già corrisposta, ed inoltre al pagamento delle spese di giudizio”.

“La sentenza – spiegano ancora dal Forum toscano movimenti per l’acqua “assume pertanto una particolare importanza, per tutti gli utenti non serviti da impianti di depurazione funzionanti (che si calcola siano diverse migliaia), o per i quali sono state fatte pagare somme a titolo di depurazione pur non ricorrendone i presupposti di legge, i quali potranno far valere nei confronti del gestore il diritto al rimborso delle somme indebitamente corrisposte. A breve il Forum Toscano per l’Acqua adotterà opportune iniziative pubbliche per informare i cittadini e per concordare ulteriori azioni per richiedere alla Publiacqua il rimborso delle somme pagate e non dovute”.


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