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Attualità domenica 21 febbraio 2021 ore 15:26

Morte di Rosi, udienza preliminare e le iniziative

Alessandro Rosi ( foto da ass. "Agganciamoci alla Vita")

Il 1 marzo si avvia il procedimento penale davanti al Gup di Cremona per l’incidente sul lavoro in cui rimase vittima il quarantacinquenne di Donnini



REGGELLO — Lunedì 1 marzo, alle ore 9.30, al Tribunale di Cremona si svolgerà l’udienza preliminare nell’abito del procedimento giudiziario avviato per la morte di Alessandro Rosi, avvenuta il 9 agosto del 2019 nell’acciaieria Arvedi. L'udienza preliminare che si tiene dinanzi al Gup rappresenta un passaggio importante nel procedimento penale che dovrà chiarire eventuali responsabilità per quanto riguarda l’incidente sul lavoro che costò la vita al quarantacinquenne di Donnini.

In quel tragico venerdì del 2019, Alessandro Rosi era impegnato in uno spostamento di una pesante trave d’acciaio. Un lavoro che era considerato preliminare alla sostituzione del vecchio forno della linea 1, con un nuovo sistema ad arco elettrico. L’operaio valdarnese era al lavoro per conto di una ditta toscana, quando - per ragioni che sono proprio l’oggetto dell’indagine avviate dalla procura di Cremona - una grossa trave d’acciaio crollò sulla cabina della gru che Alessandro stava manovrando. Sarà il tribunale a stabilire se veramente la causa va rintracciata nel cedimento del cavo, e i motivi eventuali della rottura. Poi i magistrati dovranno accertare i motivi per cui le gru delle due ditte esterne, entrambe toscane, stessero compiendo quell’operazione e chi eventualmente avesse ordinato di compiere quell’operazione.

In vista dell’udienza preliminare del 1 marzo sono molte le iniziative avviate da varie associazioni impegnate nella lotta contro le cosiddette “morti bianche” sul lavoro. Anche l’Associazione “Agganciamoci alla vita”, fondata proprio in nome di Alessandro Rosi dalla moglie Paola Batignani, aveva inizialmente programmato la presenza a Cremona in occasione dell’udienza preliminare “perché in Italia si continua a morire di lavoro, ed è inaccettabile che ciò avvenga nel silenzio più assordante”. Ma il nuovo quadro epidemico e le disposizioni che sono nel frattempo sopraggiunte, impediscono la presenza fisica dei rappresentanti dell’associazione al tribunale di Cremona. Ma non per questo si fermeranno le iniziative per ricordare Alessandro. A Reggello, nella frazione di Donnini, sabato 27 febbraio dalle 14 poi, è prevista la realizzazione di una installazione artistica sul tema della sicurezza sul lavoro. Una iniziativa che verrà poi trasmessa sui vari social il lunedì successivo, mentre sarà in svolgimento l’udienza preliminare al tribunale di Cremona.

Prosegue così, instancabile, l’opera di sensibilizzazione sul tema delle morti sul lavoro portata avanti dalla vedova di Rosi, Paola Batignani, che proprio in virtù del suo notevole impegno è stata recentemente nominata alla vicepresidenza della Fondazione “Sosteniamoli subito”, costituita nel 2005 dal comitato esecutivo dell’Associazione Nazionale fra Lavoratori Mutilati e Invalidi del Lavoro. “Ad uccidere Alessandro non è stata la trave che lo ha travolto, bensì il sistema che spinge a velocizzare i lavori, così da aumentare i profitti” scrive Paola Batignani, che torna ancora una volta a chiedere giustizia: “Virtù eminentemente sociale che consiste nella volontà di riconoscere e rispettare i diritti altrui, attribuendo a ciascuno ciò che gli è dovuto secondo la ragione e la legge. Alessandro quel giorno, intento a fare il suo dovere in un piazzale sotto al sole caldo, chiedeva di essere rispettato nel suo essere lavoratore, padre, marito, figlio, fratello… chiedeva di essere rispettato come semplice, ma splendente essere vivente. Io sua moglie oggi chiedo giustizia, affinché chi non è stato “giusto” verso Alessandro paghi per ciò che gli è stato fatto”.

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