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Attualità mercoledì 22 marzo 2023 ore 12:55

Ecco l'opera che difende dalle piene la Gruccia

Pronto il progetto esecutivo sul Borro del Quercio. A fine estate il via ai lavori per un investimento complessivo di 300mila euro



MONTEVARCHI — Il borro del Quercio, che nasce sui rilievi collinari al confine tra i comuni di San Giovanni Valdarno e Montevarchi e attraversa la pianura alluvionale in località La Gruccia, prima di confluire nell’Arno, in futuro, farà meno paura.

Il progetto esecutivo è pronto. Le procedure necessarie per l’apertura del cantiere sono in corso. Quindi, tra qualche mese, il Consorzio di Bonifica 2 Alto Valdarno potrebbe avviare i lavori strutturali sul tratto terminale del corso d’acqua: un’area a rischio, soggetta, in occasione delle piene più importanti del fiume principale, a significativi fenomeni di rigurgito, che gli argini insufficienti non riescono a contenere.

Ogni volta queste mancanze procurano danni e disagi. La prima vittima è l’area su cui sorge l’ospedale del Valdarno che, insieme ai campi che si sviluppano in sinistra idraulica, finisce sott’acqua. La situazione è complessa e da tempo oggetto di attenzione da parte del Consorzio di Bonifica e degli amministratori comunali, ben consapevoli della necessità di mettere in sicurezza una zona tanto importante, dove, tra l’altro, insistono un tratto della strada regionale 69 e la pista ciclabile che unisce il presidio ospedaliero al territorio sangiovannese.

Adesso, il finanziamento è arrivato: lo ha messo a disposizione l’Ordinanza del Commissario Delegato n. 79 del 2021, con cui vengono affrontate e risolte alcune criticità idrauliche, emerse con evidenza in seguito agli intensi eventi meteorologici, che hanno colpito la Toscana e il Valdarno, il 3 novembre 2019.

La dotazione finanziaria è di 300 mila euro: cifra significativa ma non sufficiente per affrontare e risolvere tutte le problematiche del corso d’acqua che scorre a valle della linea ferroviaria ed è arginato fino alla confluenza in Arno. Per questo, prima di intervenire, si è resa necessaria una approfondita analisi della situazione e la valutazione di diverse ipotesi progettuali, in modo da individuare la soluzione più efficace, realizzabile con l’importo disponibile.

Alla fine, la decisione: realizzare un nuovo manufatto di immissione, in corrispondenza dell’ingresso nel Borro del Quercio del corso d’acqua proveniente dalla zona dell’ospedale denominato, nell’ambito della bonifica Leopoldina, Fosso Reale.

Una volta sciolto il dubbio sul piano tecnico, il progetto è stato definito a tempo di record. Adesso è in attesa dell’autorizzazione idraulica e dell’esecuzione delle procedure necessarie per consentire l’intervento che dovrebbe iniziare a prendere forma a fine estate.


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