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Ampliamento discarica, si decide il 28 ottobre

Convocata la conferenza regionale dei servizi che si esprimerà sul potenziamento di Podere Rota per i rifiuti speciali. Vadi: “L’impianto va chiuso”

La discarica di Podere Rota a Terranuova

C’è la data: il 28 ottobre si riunirà la conferenza dei servizi della Regione Toscana che deciderà se autorizzare o meno l’ampliamento della discarica di Terranuova per i rifiuti speciali secondo quanto richiesto – esattamente un anno fa – da Csai, il gestore dell’impianto di smaltimento.

Lo ha reso noto, durante l’ultimo consiglio comunale, Valentina Vadi sindaco di San Giovanni comune capofila della protesta valdarnese contro il potenziamento di Podere Rota. Nella seduta consiliare del 30 settembre nelle comunicazioni iniziali Vadi ha fatto il punto sulla situazione ad un anno dall’avvio del Paur (il provvedimento autorizzativo unico regionale) richiesto per il progetto.

Ad oggi unica certezza è la data della conferenza dei servizi, mentre – ha sottolineato il primo cittadino sangiovannese – non ci sono novità o provvedimenti da parte della Regione Toscana in merito alla possibile contaminazione dell’area messa in evidenza dalle indagini Arpat di un anno fa.

“E’ del 24 settembre 2020 – ha dichiarato Vadi – il Rapporto di ispezione ambientale di Arpat Arezzo che ha messo in luce la condizione di potenziale contaminazione delle acque sotterranee del sito su cui sorge la discarica e rispetto alla quale non abbiamo ancora una risposta certa dalla Regione Toscana su di chi sia la responsabilità. Ad oggi, conosciamo la data in cui si riunirà la prima conferenza dei servizi, indetta per il prossimo 28 ottobre, nell’ambito della quale verrà deciso se autorizzare o non autorizzare l’ampliamento per il conferimento dei rifiuti speciali della discarica di Podere, come richiesto da Csai”.

Per San Giovanni la battaglia sul Paur sull’ampliamento per i rifiuti speciali rimane aperta.

Continueranno – ha concluso il sindaco Vadi – con determinazione, l’azione e l’impegno da parte nostra, come accaduto in questi 12 mesi, perché si chiuda, in via definitiva e anche per i rifiuti speciali la discarica di Podere Rota, un sito trentennale ed esteso per 5 milioni di metri cubi alle spalle del paesaggio delle Balze e a pochi metri, in linea d’aria, dall’abitato di San Giovanni Valdarno”.