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sabato 16 dicembre 2017

Cronaca giovedì 07 dicembre 2017 ore 13:29

Il Centro trasfusionale ha una nuova sede

Inaugurazione alla Gruccia. La struttura conta 7000 donazioni all’anno. Consegnato un riconoscimento alle associazioni

MONTEVARCHI — Un centro trasfusionale all’avanguardia, completamente ristrutturato e dotato di moderne attrezzature, con un investimento di 50 mila euro. E’ stato inaugurato questa mattina all’ospedale della Gruccia in Valdarno. Il Centro si è trasferito nei nuovi locali, luminosi e confortevoli, collocati al terzo livello del Presidio Ospedaliero "blocco C".

“L’attenzione verso l’ospedale del Valdarno è sempre alta. Lo dimostrano gli investimenti in tecnologia ed innovazione - ha commentato Enrico Desideri, direttore generale della Asl Toscana sud est – L’obiettivo è di dare servizi sempre più puntuali ai cittadini. Il Centro trasfusionale rappresenta la vita per tante persone e merita locali idonei, strumenti all’avanguardia e la più attenta organizzazione”.

“Oggi si apre una fase importante per il nostro Centro – ha detto il direttore dell’ospedale Daniela Matarrese - Lo dobbiamo alle associazioni e ai tanti volontari, con l’obiettivo di migliorare i percorsi. Oltre ai nuovi locali, stiamo lavorando ad una più efficiente strutturazione organizzativa, prevedendo una variazione degli orari e delle modalità di accesso dei donatori. Grazie a tutti loro per l’impegno che ci dimostrano ogni giorno”.

“Con l’inaugurazione di oggi il presidio ospedaliero del Valdarno potenzia il suo reparto più generoso, il luogo dove ogni giorno la collettività si mette al servizio del prossimo – ha detto Sergio Chienni, presidente della Conferenza dei sindaci del Valdarno - I positivi dati di accesso al Centro dimostrano quanto i cittadini valdarnesi siano solidali. Oggi il plauso va all’ospedale della Gruccia per la capacità di rinnovarsi negli spazi ed offrire ambienti più confortevoli ai donatori che quotidianamente li frequentano”.

Il Centro Trasfusionale Valdarno effettua circa 7000 donazioni annuali. Nel 2017 se ne stanno registrando circa 300 in più rispetto al 2016. “Abbiamo numerosi donatori e donatrici tra i 30 e 55 anni che ci permettono di far fronte alle tante richieste – ha detto Cristina Paci, direttore del Centro - Ogni giorno accedono alla nostra struttura circa 30 donatori e 10 pazienti per trasfusioni o salassi. Grazie al buon lavoro di promozione fatto dalle associazioni, l’età di chi decide di donare si sta abbassando e siamo molto contenti di vedere affluire al nostro Centro tanti giovani. Presso il Servizio trasfusionale Valdarno, i donatori di entrambi i sessi possono donare sangue intero o emocomponenti da aferesi, sia singoli (esempio plasma, piastrine) sia in multicomponenti (esempio plasmapiastrinoaferesi e eritroplasmaferesi)”.

In occasione dell’inaugurazione è stato consegnato un riconoscimento alle associazioni di donatori locali (AVIS Montevarchi, AVIS San Giovanni Valdarno, AVIS Terranuova Bracciolini, AVIS Bucine, FRATRES San Giovanni Valdarno, FRATRES Bucine, FRATRES Loro Ciuffenna, FRATRES Castelfranco, FRATRES Pian di Scò) che operano da tantissimi anni nel territorio, facendo avvicinare sempre di più i giovani al nobile atto della donazione. Tra le pazienti, una per tutte ha voluto testimoniare la sua gratitudine ai donatori. Si tratta di Maria, 35 anni, che a causa della talassemia, un’importante forma di anemia, necessita di numerose trasfusioni annuali. Nonostante la malattia, grazie alla generosità dei donatori, può condurre una vita lavorativa, sociale e familiare normale. Un anno fa è diventata mamma.

“Il nuovo Centro Trasfusionale è un tassello importante per il nostro ospedale, che ne sottolinea la strategicità e l’importanza - ha concluso la consigliera regionale Valentina Vadi - Grazie a una politica attenta alla qualità e alla riorganizzazione dei servizi immunotrasfusionali, come peraltro indicato dalla stessa Comunità Europea, la Regione Toscana è riuscita a dare nuova vita alla Gruccia, che si appresta a diventare un vero fiore all’occhiello del territorio”. 

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