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Attualità sabato 30 maggio 2020 ore 16:48

Comitato: “No all’ospedale dell’unghia incarnita”

Clara Mugnai del Comitato per il Serristori

Clara Mugnai “I cittadini vogliono a Figline un ospedale vero con Pronto Soccorso e Sub Intensiva e non un presidio dove si fanno piccole operazioni”



FIGLINE E INCISA — “Nonostante tutto il mondo sia cambiato dopo il Covid-19, l’Azienda Sanitaria Toscana Centro continua nella vecchia strategia di spargere le cortine fumogene nel tentativo, abbastanza ingenuo, di disorientare i cittadini che vogliono a Figline un ospedale vero, e non un presidio dove si fanno piccole operazioni, come le unghie incarnite” afferma Clara Mugnai del Comitato per il Serristori.

“L’Ospedale di Figline dopo secoli di storia e di eccellenze di medicina e chirurgia, non può essere trasformato in un luogo per signore desiderose di farsi il lifting chirurgico – recita una nota dello stesso Comitato – L’Azienda Sanitaria fa finta di non capire che i cittadini vogliono a Figline un ospedale per acuti. Ad esempio un presidio che sia in grado di intervenire in caso di bisogno con un’attività di Pronto soccorso perfettamente funzionate nell’arco delle 24 ore e un reparto di sub intensiva. Invece l’Azienda sanitaria risponde ripristinando il “Week Surgery” e dichiarando di voler aumentare l’attività delle sale operatorie con la chirurgia plastica e la senologia. Come si dice in questi casi, “Il peggior sordo è quello che non vuol sentire”. Ed è chiaro a questo punto che l’Azienda e l’Assessorato alla Salute non intendono mantenere le promesse fatte pubblicamente, quando dichiararono che avrebbero ripristinato i servizi tolti appena si sarebbe placata l’emergenza. Come si temeva, si è invece approfittato della scusa dell’epidemia per continuare nell’opera di smantellamento dell’Ospedale di Figline”.

“Solo qualche ingenuo poteva credere a quegli enti amministrativi che non hanno mai mantenuto le promesse fatte (Vedi i Patti Territoriali firmati e mai rispettati), ma adesso la sindaca Mugnai dica chiaramente da che parte sta, visto che ci risulterebbe un suo recente incontro con l’assessore Saccardi e il Direttore generale Paolo Morello Marchese”.

“Coloro che continuano a prender in giro i cittadini – conclude il Comitato per il Serristori - si assumono tutta la responsabilità politica derivante dalla forte e inevitabile protesta da parte dei cittadini, a cominciare dalla manifestazione pubblica del 26 giugno”


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